Lettera 4

Oggi il tempo è cupo,

Fuori piove, fa freddo ma il mio cuore è caldo perché ci sei tu Gesù. com’è cambiata la mia vita, e chi si sarebbe aspettata tutto questo cambiamento, io una semplice ragazza, con un carattere particolare, ​si trova a parlare di te, mio Buon Gesù.. Io che mi ritrovo ad organizzare degli incontri per parlare di te, mi ritrovo a leggere pagine di Vangelo, mi ritrovo a parlare di te a tutti… Ora, solo ora capisco perché mi è toccata questa croce, una croce che all’inizio non accettavo, ma che grazie alla grande Madre Speranza ho imparato a sopportare, ho imparato ad amarti, a credere, ma soprattutto a parlare di te. Certo, mio Buon Gesù, ancora non sono capace di affidarmi completamente a te, non sono capace di essere buona, di essere molto paziente, molto calma, di saper perdonare, … sarei un’ipocrita a dirlo, ma per me che non ho mai pregato, per me che andavo a messa solo nei giorni importanti come Pasqua e Natale, per me che non ho mai pregato, per me che non ho mai parlato di te, …proprio a me è accaduto un miracolo. Il mio miracolo sei tu, tu che sei entrato piano piano, nello stesso modo in cui un ladro entra in casa, nel mio cuore, nella mia vita, facendomi capire il vero significato della Vita, ma soprattutto facendomi capire che noi siamo ricchi perché abbiamo la vita, abbiamo un Padre buono, non un giudice severo ad attenderci. Tutto questo periodo mi è servito per farmi rinascere, in me ho visto una resurrezione… E’ come se fossi morta e rinata allo stesso tempo. Voi cari lettori, forse non potete capirmi, e forse al vostro posto anche io farei fatica a farlo e a capire, ma è accaduto davvero tutto questo a me. La mia malattia mi ha fatto scoprire Dio. All’inizio sono stata molto egoista, ero arrabbiatissima,… e come se non lo ero, ne dicevo di tutti i colori, senza pensare minimamente che c’era gente che stava peggio, molto peggio, bambini, mamme, padri,.. addirittura che sono morti troppo presto. Oggi ti chiedo scusa per aver pensato ciò, ma soprattutto per aver disprezzato la vita fino ad ora. Ma poi, ad un tratto, tutto il mio pensare è cambiato, come per magia e ora non ho più paura, ma soprattutto non ho più paura di morire, perché la morte è una rinascita a nuova vita, e lì è così bello. Tempo fa, o meglio l’estate scorsa, ho trovato un’amica: Cesarina Innesti, la nostra amicizia è nata da un occhiolino fatto reciprocamente in un momento delicato per entrambi. Io lottavo per la mia malattia, e in un altro ospedale lottava per la vita, sua sorella, Anna. Io non ho mai avuto l’onore di conoscerla, e prima di allora con Cesarina tranne un ciao non c’eravamo mai scambiato nulla, ma una sera mi sono sentita di mandarle un messaggio, se ci penso ancora oggi non so dove ho trovato la forza, il fatto sta che l’ho inviato. Da lì è nata la nostra amicizia, dal dolore e dalla fede è nata la nostra esperienza. Purtroppo le nostre preghiere non sono servite a far restare Anna su questa terra, ma sicuramente saranno servite ad alleviare la sua sofferenza e a farla rinascere prima a vita nuova. Il giorno del suo funerale mi sono premessa di scrivere una lettera. La lettera era divisa in due parti, la prima parla di Anna, per la seconda parte ho preso in prestito una preghiera di Sant’ Agostino. Vi starete chiedendo perché sto parlando di loro ora, perché in mezzo al nostro dolore Gesù ha voluto che noi ci legassimo per farci forza, sorreggerci, sfogarci, stringerci, e anche se secondo la sua non la nostra volontà ha esaudito le nostre preghiere. Noi chiediamo che sia sempre fatta la volontà del Buon Gesù, anche se non sempre la comprendiamo. Anna ora sta bene, sta volando tra gli angeli portando forza ai suoi cari, come lo fanno tutti i nostri cari per i quali la vita è stata un po’ troppo corta, ma sicuramente avranno un compito più importante da svolgere:

Serena Treglia

Ed ecco la poesia:

SANT’AGOSTINO: “La morte non è niente…”

 

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’ altra parte:

è come fossi nascosto nella stanza accanto.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;

parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami!

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:

pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:

è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,

solo perché sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.

Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace…..

 

Ecco, questa preghiera ancora oggi mi strappa le lacrime, quando la leggo mi fa venire la pelle d’oca. Non riesco a descrivervi queste sensazioni perché non esistono parole per farlo, a volte non tutto si può esprimere con le parole, a volte sono gli occhi e i battiti del cuore a parlare….

Noi possiamo cambiare, possiamo aprire il cuore a Gesù, Lui ci viene incontro soprattutto nei momenti bui, Lui c’è, ed io l’ho scoperto e alla fine devo dire grazie alla mia croce, grazie alla mia malattia ho trovato Gesù e mi sento appagata…..