Carlo e Patrizia

Città di Castello
 
(Carlo) – Siamo Carlo e Patrizia della diocesi di Città di Castello. Con gioia vogliamo donare la nostra testimonianza di sposi e genitori di Marco, Alessandra e Riccardo. Ringrazio mia madre, la quale oggi ci guarda dal cielo in quanto da pochi mesi ci ha lasciato, la quale con la sua fede in un momento difficile della mia vita ha indicato il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, dicendomi che avrei trovato un aiuto per superare le difficoltà. Fino a quel momento la mia fede era solo di routine: una preghiera vuota, l’Eucaristia era solo un precetto, l’idea di Dio era quella di un Dio severo e giudice. La prima volta che venni al Santuario incontrai P. Giovanni Ferrotti subito disponibile ad ascoltarmi. Mi invitò a ritornare presto con Patrizia. Subito accettai l’invito e dissi a mia madre:”oggi mi hai fatto un dono che non ha prezzo”. Da quel momento il Santuario per noi è diventato un Luogo di Grazia per riscoprire ed incontrare il vero volto di Dio. La perseveranza unita alla volontà di conoscere questo Amore Misericordioso ha fatto sì che la nostra presenza al Santuario avesse una cadenza costante la quale ci permetteva di approfondire sempre più Madre Speranza quando dice: “Fa Gesù mio che tutti gli uomini abbiano la fortuna di poterTi conoscere come Tu sei e tutti vedano in Te la vera immagine del Padre del Figliol Prodigo, il quale non tiene in conto le miserie e i difetti dei suoi figli, ma li perdona e li dimentica”. Nel frattempo le nostre difficoltà personali e di coppia non si attenuavano, anzi arrivarono al punto di una possibile rottura.
 
(Patrizia) – Io e Carlo sapevamo di volerci bene, ma perdonarci era una cosa superiore alle nostre forze. Per questo un giorno dopo una ennesima lite, sentii che non potevo fare da sola e per questo senza avvisare nessuno presi l’auto e mi diressi al Santuario. Sapevo che Madre Speranza certamente era presente. Subito all’ingresso trovai uno dei suoi figli che mi accolse e mi fece capire dove stavo sbagliando. Non è stato un semplice caso, ma un caso con la lettera maiuscola intessuto da Dio ricco di amore. Dopo ulteriori incontri seguiti dalla preziosità dei sacramenti della riconciliazione e dell’Eucaristia, siamo stati invitati all’incontro per coppie di sposi. Subito abbiamo accettato e all’incontro abbiamo conosciuto altre coppie che si trovavano anche loro in varie difficoltà. Con la sapiente guida dei Figli e la tenerezza accogliente delle Figlie dell’Amore Misericordioso e la testimonianza di coppie guida, ci siamo sentiti incoraggiati a proseguire nel cammino intrapreso. Nei precedenti incontri ed in particolar modo in quest’ultimo, scoprimmo l’importanza della parola di Dio. Nel frattempo nella nostra diocesi, eravamo stati invitati a partecipare alle catechesi sulla Parola di Dio presso il Monastero delle monache benedettine di Citerna. Questo percorso ha fatto si che ci innamorassimo di questa meravigliosa lettera di amore di Dio all’uomo. Abbiamo scoperto ancor più in profondità il vero volto di Dio che ci ama alla follia.
 
La preghiera prima assente nella nostra famiglia è diventata fonte di grazia e forza, dove i nostri figli hanno potuto constatare con mano una svolta coraggiosa e profonda che ha avuto la nostra vita di coppia e di famiglia. L’educazione dei nostri figli è divenuta sempre meno difficoltosa. Ci hanno seguito sulla via della fede e la perseverante conoscenza di Dio e della Chiesa con i continui doni di Grazia ad essi profusi. Sono ragazzi che vivono la vita nella sua interezza scoprendo giorno dopo giorno che seguire Gesù è la vera via e la vera felicità. Questo Padre commosso che ci vede da lontano ti corre incontro, ti abbraccia e ti riempie del suo amore ha fatto si che la nostra vita di sposi si aprisse all’amore senza confini senza tralasciare mai l’impegno di una conversione continua e di un approfondimento dei contenuti della fede.
 
Anche nel nostro lavoro stiamo gradualmente riportando i valori cristiani e già tocchiamo con mano il beneficio che ne traggono sia i rapporti con i nostri collaboratori sia il rapporto con il mondo economico in genere. Possiamo testimoniare veramente che il Vangelo cambierà il mondo: aggiungerei il Vangelo della misericordia (molto importante). Ci siamo fatti prossimi con persone a noi vicine con l’accoglienza e condivisione delle loro gioie e anche delle loro difficoltà. Collaboriamo nella nostra diocesi per la pastorale familiare portando la nostra esperienza a giovani coppie prossime al matrimonio. In parrocchia insieme ai nostri figli seguiamo i bambini del catechismo, mentre Carlo è responsabile della Caritas parrocchiale.
 
Durante questo cammino era stato seminato un piccolo seme d’Africa nel nostri cuori: ci siamo fatti prossimi di tre bambini orfani delle missioni in Kenia delle suore della nostra parrocchia. Dio, dopo una continua purificazione dei nostri cuori impregnandoli del sigillo dell’Amore Misericordioso, ha fatto si che nel ’99 partissimo per una esperienza missionaria per conoscere questi tre bambini e le missioni. Ci siamo resi conto che di bisogno ce ne era tanto e ci siamo proposti di fare di più. Nel marzo scorso siamo ritornati per la quinta volta e in tutto questo tempo abbiamo portato tante persone a conoscenza delle varie realtà di missione, con testimonianze, foto, video, diapositive. Le varie occasioni di testimonianza ci hanno dato l’opportunità di trasmettere un messaggio di ciò che è la realtà di questi nostri fratelli poveri e la possibilità di seminare nei cuori delle persone, ciò che a sua volta noi abbiamo ricevuto: il Dio Amore.
 
Quanto sopra ci ha permesso di formare una infinita catena di Amore. E adesso vi posso dare una piccola testimonianza di quello che siamo riusciti a fare giù in missione. Per cui mi viene in mente l’esperienza vissuta in occasione del nostro 25° anniversario di matrimonio che avevamo già celebrato nella nostra parrocchia il 26 ottobre 2003, e c’era presente anche P. Giovanni. Dopo questo momento avevamo programmato il nostro quarto viaggio in Kenia e con noi per la prima volta è venuto anche Alessandro, uno dei nostri figli, che da tempo trepidava nel fare questa esperienza. Fin dai primi viaggi avevamo intessuto rapporti di condivisione oltre con la missione, anche con sacerdoti locali e con le varie parrocchie legate alla diocesi di Kembu in Kenia. P. Kamaou, un padre che abbiamo conosciuto e tra l’altro è venuto a trovarci anche in Italia, che segue la parrocchia di Ingoio, sapendo da tempo di questo nostro festeggiamento, di questo anniversario, ci ha invitato a celebrare il venticinquesimo con la sua gente. Non immaginate quanti festeggiamenti, quante testimonianze di affetto. L’Africa è caldissima di queste cose, soprattutto hanno sentito il nostro amore per loro, che già conoscevamo. Ci siamo sentiti parte di una Chiesa in cammino già da tempo con loro. Alessandro, un ragazzo di 23 anni, il nostro secondogenito, dopo circa tre ore di celebrazioni, canti, danze e festeggiamenti, e comunque era già dalla mattina alle 8,30 fino alle 11 che si andava avanti, ci ha confidato che quella Messa non finisse mai. Era presente tantissima gente, forse più di un migliaio, era una cosa impressionante. Tantissime famiglie, tanti giovani e tanti bambini. Padre Kamaou era felicissimo e ancora oggi ci dice che è stato un giorno indimenticabile. E molti uomini, e dico uomini, perché gli uomini in Africa hanno tanto bisogno di coraggio e di Amore Misericordioso, hanno cambiato il loro stile di vita, si sono sentiti incoraggiati dalla nostra testimonianza e benché più volte ci eravamo scambiati delle esperienze, anche negli altri viaggi scorsi, ricordando quanto sia importante per noi e per loro la fedeltà, il dialogo ed il perdono. Loro pensavano che i problemi erano solo dalla loro parte, per cui le difficoltà della vita familiare nel nostro caso erano impossibile che fossero esistite. Da noi usano i confetti per il giorno del matrimonio, però per una questione pratica non era possibile distribuirli, per cui Alessandro aveva fatto una scorta grandissima di caramelle e alla fine di questa celebrazione ha cercato di distribuirne tantissime. Si doveva vedere all’entrata di questa Chiesa la gioia di questi bambini anche solo per una caramella. Diciamo che sembravano degli uccelli che ricevevano un cosa inaspettata, per cui ad un certo punto ho detto ad Alessandro che mi sembrava stare in Piazza S. Marco con tutti quei piccioni. Era veramente un canto di gioia, una gioia di vivere! E’ appunto alla gioia di vivere è il titolo che abbiamo dato al nostro video che abbiamo girato nei precedenti incontri e nei precedenti viaggi. Gioia che poi si percepisce, che nasce dai valori spirituali dei quali i poveri ne sono pieni. Concludo dicendo che per noi il Santuario è stato un Luogo di grazia, ci ha permesso l’incontro con l’Amore Misericordioso, con l’Amore di Dio, il cui vero volto ha trasformato la nostra vita di coppia e di famiglia. Siamo grati a Madre Speranza per aver edificato questo grande Santuario e fondata la Famiglia dei Figli e delle Figlie dell’Amore Misericordioso. E ringraziamo tutti coloro che oggi sono nella beatitudine per l’accoglienza e la benevolenza che hanno avuto per tutti noi.