Julio De Castro

Bilbao

Mi dispiace di non potermi esprimere bene in italiano perché non lo conosco, e allora dovrete imparare un po’ di spagnolo, la lingua di Madre Speranza, così potete leggere i suoi scritti originali. Credo che quello che stiamo vivendo sia una esperienza di Dio, questo sentimento che si manifesta in questi giorni mi spinge, quasi mi obbliga a trasformare, a cambiare la mia vita. Penso che è un privilegio appartenere alla grande famiglia dell’Amore Misericordioso, privilegio che qui si respira e si comprende. Io credo che la pretesa di un cristiano sia quella di sperimentare Dio, questa deve essere la nostra meta finale.
 
Fare esperienza di Dio non è pensare a Dio, ma sentirlo nel nostro essere; non è parlare di Dio agli altri ma parlare a Dio con gli altri. E’ quello che si fa qui, qui stiamo parlando a Dio, tutti uniti come una famiglia. Qui noi ci stiamo alimentando, ci stiamo nutrendo dell’amore che tutti sentiamo per Madre Speranza, per la sua opera, in definitiva per il Signore, e Madre Speranza è uno strumento di cui Dio si è avvalso per realizzare ciò che ha voluto. Dico, però, che non possiamo accontentarci di godere di questa meraviglia, di sentirci una famiglia unita, perché non possiamo rimanere tranquilli, perché mi fa male vedere la mia chiesa vuota.
 
La Spagna sta attraversando un momento molto difficile; si cerca di tagliare la radice religiosa e tutto ciò che concerne la vita sociale, si crede di prescindere da Dio. Vi dico che mi fa male e che non solo non possiamo accontentarci, ma non possiamo rimanere con le mani in mano senza fare niente di fronte a questa situazione. Forse abbiamo una nostra responsabilità, come cristiani, quando il mondo si allontana tanto da Dio. La nostra testimonianza cristiana è molto importante e bisogna partire da quel dialogo di cui parlava Federico, sui valori comuni che abbiamo anche con chi non ha una fede esplicita, e creare condivisione, unione con loro. Dobbiamo tornare alla fonte: la preghiera, il sacramento della riconciliazione, l’eucarestia. Dobbiamo tornare continuamente a questa fonte perché questa pratica ci dà forza, ci rigenera. Se non ci alimenteremo a questa fonte viva che è l’unione con Lui, faremo tante attività, forse faremo anche politica spicciola, ma non saremo autentici testimoni dell’Amore Misericordioso.